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Scrivere un amore - film


SCRIVERE UN AMORE

E' un film (1h 20').
L'amore, la disillusione, la morte.
E il trascorrere di un attimo che ci parla, di sè, senza pretendere alcun senso.







La lettera nell'interpretazione dell'attore Vincenzo Della Corte
PER VEDERE IL FILM
YOU TUBE   https://youtu.be/vewfL1QkqEw










per tutti i contenuti del film vedi: www.scrivere-un-amore.it

                                                               

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Il film ha come personaggio centrale uno psicoanalista problematico e in crisi esistenziale. Tra i suoi pazienti incontra personaggi sposati, relazioni extra-coniugali, problematiche di relazione con gli altri e con se stessi. In questo film, che è il secondo della trilogia, il tema dell’amore è analizzato soprattutto nelle sue componenti di auto-referenzialità narcisistica, di slancio emotivo insopprimibile, di riscoperta di se stessi nella perenne lotta per se stessi. In queste tematiche, probabilmente, qualsiasi spettatore potrà riscoprire una parte del proprio vissuto. Nell’intrecciarsi delle vicende personali dei diversi personaggi viene a porsi in luce il dramma esistenziale dello stesso psicoanalista che, già disilluso, subisce anche la morte tragica della ex-moglie. È a questo punto che, dismettendo i panni deontologici della professione, si confessa ai pazienti stessi, creando infine un’empatia che va oltre ogni meccanicistica analisi della Mente. Il film si conclude allora con una nota di speranza: che l’emozione d’amore – pur fondata su un inevitabile accentramento egoistico, e sull’auto-esclusione sociale nel concetto di una coppia ripiegata sopra se stessa - sia in sé impulso tanto inalienabile quanto meraviglioso, perché è forse l’unica vera forza che ci spinge a continuare nella ricerca di una sensatezza del nostro stesso vivere.
Il film ha come personaggio centrale uno psicoanalista problematico e in crisi esistenziale. Tra i suoi pazienti incontra personaggi sposati, relazioni extra-coniugali, problematiche di relazione con gli altri e con se stessi. In questo film, che è il secondo della trilogia, il tema dell’amore è analizzato soprattutto nelle sue componenti di auto-referenzialità narcisistica, di slancio emotivo insopprimibile, di riscoperta di se stessi nella perenne lotta per se stessi. In queste tematiche, probabilmente, qualsiasi spettatore potrà riscoprire una parte del proprio vissuto. Nell’intrecciarsi delle vicende personali dei diversi personaggi viene a porsi in luce il dramma esistenziale dello stesso psicoanalista che, già disilluso, subisce anche la morte tragica della ex-moglie. È a questo punto che, dismettendo i panni deontologici della professione, si confessa ai pazienti stessi, creando infine un’empatia che va oltre ogni meccanicistica analisi della Mente. Il film si conclude allora con una nota di speranza: che l’emozione d’amore – pur fondata su un inevitabile accentramento egoistico, e sull’auto-esclusione sociale nel concetto di una coppia ripiegata sopra se stessa - sia in sé impulso tanto inalienabile quanto meraviglioso, perché è forse l’unica vera forza che ci spinge a continuare nella ricerca di una sensatezza del nostro stesso vivere.
Dal prologo...

"Esistono racconti che altro non sono se non bozze del vivere, appunti senza corpo vero, a volte specchi dell’ombra
ricucita di ricordi, ormai sbiaditi.
Qui, nella penna tratteggiata dello scrittore si formano domande, solo domande.
Nelle brevi vicende che seguiranno le donne e gli uomini saranno forse una parte di ognuno di noi:
emozioni trattenute, desideri indicibili, slanci e menzogne,
insufficienza, voglie d’amore.
Inizia così il nostro disordinato racconto,
per dire di richieste scivolose, specchi del nostro desiderio."











clicca sotto per il trailer di presentazione

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